Thursday, October 18, 2007

In questo mondo libero, Loach sul lavoro

Iacopo: Allora Merlino, stasera si va a vedere l’ultimo di Loach, sei dei nostri?

 

Merlino: Nono, ma che sei matto?

 

Iacopo: ‘cazzo dici, Ken Loach t’é sempre piaciuto!

 

Merlino: Sì, ma mi angoscia troppo!

 

*segue una piccola pausa*

 

Iacopo: A Merlì, ci siamo visti i peggio splatter…

 

Merlino: ma che c’entra, questo é orrore vero!

 

La telefonata offre un buono spunto per parlare dell’ultimo film di Loach, In questo mondo libero (titolo originale It’s a free world). Dopo il suo ultimo appassionatissimo film sulla sanguinosa guerriglia irlandese del 1919, Loach torna alla sfera sociale, del resto mai abbandonata.

In questo mondo libero é un film attualissimo incentrato sul tema del lavoro. Protagonista é l’esordiente Juliet Ellis nei panni di una giovane donna che, licenziata dall’agenzia di reclutamento presso la quale lavora, decide di avviarne una in proprio con una sua coinquilina.

Il film trae la sua forza dall’unione delle due miserie, quella di Angie che deve dividersi fra il lavoro ed un figlio di dodici anni e quella delle persone che a lei ricorrono, immigrati in cerca di un lavoro che gli consenta di vivere e di sostenere le loro famiglie.

Già da subito si capisce che siamo agli antipodi rispetto a Bread & Roses o Un bacio appassionato. Non esiste riscatto (né giustificazione) per il freddo egoismo con cui Angie tratta le persone che a lei ricorrono come se fossero bestiame, mentre dall’altra parte la dignità si é già persa da tempo. I lavoratori infatti non risentono minimamente di questo trattamento, purché li si paghi.

E’ uno spaccato sociale brutale e deprimente da qualsiasi parte lo si guardi, una miseria che soffoca e lascia senza fiato. Arrivi a pensare che sei fortunato ad avere il tuo stramaledetto co.co.co. (effetto che probabilmente Loach non aveva previsto).

La denuncia é duplice: da un lato c’é un atto di accusa fortissimo verso la realtà delle agenzie di reclutamento, dall’altro la denuncia investe la società intera che di fatto permette l’esistenza di un simile fenomeno.

Il finale del film definisce il completo (e inevitabile) giro di un circolo vizioso che non concede la salvezza a nessuna delle parti in causa, ma solo la garanzia di un miserabile status-quo, in cui l’umanità é andata perduta da tempo.

Molto brava e molto azzeccata per il ruolo la protagonista, caratteristici tutti gli altri.

Film molto bello, ma molto, molto doloroso. Da vedere.

Posted by at 15:28:14
Comments

5 Responses to “In questo mondo libero, Loach sul lavoro”

  1. StefsTM says:

    Da vedere perchè bello o perchè doloroso? Mi sfugge la cosa nel finale..

    Aloha!

  2. Nalia says:

    Da vedere perché BELLO e DOLOROSO, capzioso d’un polentone!

  3. Capelli VS Ricko says:

    Ok, vestitevi di cuoio e sculacciatevi, io vi guardo…SO CHE LO VOLETE….LO SENTO….

  4. Nalia says:

    Te piacerebbe…

  5. Capelli VS Ricko says:

    veramente no, se devo essere sincero…mi fate schifo da statici, figuriamoci mentre copulate…

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