Wednesday, October 10, 2007

Marco Rizzo e i potenziali brogli

Vorrei soffermarmi su un articolo di oggi dalla prima pagina di la Repubblica , un pezzo di Edmondo Berselli dall’ammonente titolo “Chi sabota la propria casa”.

Il riferimento è ai brogli in merito al referendum sul Welfare, denunciati da Marco Rizzo dal PdCI, brogli che a quanto pare sarebbero stati concepiti allo scopo di dimostrare che la stessa votazione poteva essere inquinata.

 

Scrive Berselli:

 

“Il riflesso pavloviano della nostra sinistra è riuscito in un altro atto magistrale di autolesionismo: la parola ‘brogli’ entra spettacolarmente a far parte della dialettica interna dei partiti del centrosinistra, al movimento sindacale, al nascente partito democratico. C’è voluta  una suprema fantasia creatrice, perché quando l’ombra dei brogli veniva evocata da Silvio Berlusconi, i sospetti di un uomo spregiudicato, incapace di perdere e capace invece di proiettare il sospetto sugli avversari politici, possedevano una loro logica, per quanto strumentale e speciosa.”

 

 

Già in questo Berselli parte secondo me con il piede sbagliato. Accostare i brogli denunciati da Rizzo a quelli evocati per mesi da Silvio Berlusconi è già di per sé sbagliato. Da una parte abbiamo infatti la volontà di controllare la regolarità di un referendum di una certa importanza, dall’altro l’arroganza di un uomo che non può esimersi dal fare a pugni con democrazia e costituzione quando non viene da esse incoronato. Un paragone si presenta quindi come improvvido e ingiusto.

 

Più avanti, Berselli scrive ancora:

 

“…le accuse di Rizzo, le foto che provano la possibilità di votare tre volte, hanno più o meno l’aspetto di un atto di sabotaggio. Il referendum sindacale nelle aziende è un esercizio autogestito, in cui si mette alla prova la maturità e le scelte della base, cioè la capacità di discernere vantaggi e svantaggi di un provvedimento governativo. In questo confronto assolutamente democratico, le centrali sindacali influenzano legittimamente il voto, cercando di modellare le opinioni, plasmano il consenso nella direzione che ritengono più opportuna.”

 

 

Per carità, nulla da eccepire. Tranne per il fatto che se stiamo parlando di una consultazione democratica, allora denunciare la possibilità del voto multiplo non può essere considerata un “sabotaggio”, bensì un contributo affinché si adottino misure atte a prevenire simili fenomeni. Si può tuttalpiù affermare che il metodo utilizzato sia poco ortodosso, ma non per questo è meno valido.

 

Ma è forse la conclusione dell’articolo di Berselli la parte più chiara:

 

“…ciò  che colpisce è il caotico cupo dissolvi in uno schieramento che aveva puntato le sue carte elettorali sulla linearità, la responsabilità, la trasparenza, la razionalità. Cioè su quella rete di propensione alla fiducia reciproca che consente alleanze, solidarietà, convergenza culturale, attitudine al compromesso virtuoso.”

 

 

Perché tirare in ballo tutta queste belle parole (sembra di ascoltare Wilson alla fine del primo conflitto mondiale) come se quella di Rizzo e, per responsabilità, del PdCI fosse una colpa? La dimostrazione della possibilità di effettuare un illecito dovrebbe essere accolta con favore, se ci si tiene alla propria faccia e a quella del nascente PD (che Berselli chiama in causa ogni due per tre) nelle caratteristiche di “linearità, responsabilità e trasparenza”.

 

Bene ha fatto Rizzo, insomma, a evidenziare la questione, parlare di “autogol” mi sembra più che altro tradire una certa tensione più che palpabile in merito all’azione di governo e alla gestazione del PD.

Posted by in 09:40:44
Comments

5 Responses

  1. sedlex says:

    Ben tornato prima di tutto (e con elementi utili al dibattito,per giunta).Ti esprimo qualche perplessità : La prima è quella di aver utilizzato Porta a Porta per la denuncia, offrendo la sponda a Vespa di esporre il titolone con il termine Brogli (Rizzo non si voleva esprimere in questi termini e lo ha sin accennato, se hai seguito il programma,non ti sarà sfuggito).Noi qui,poveri portatori d’acqua,ci consumiamo i polpastrelli a dire che in televisione la politica si riduce a spot e Rizzo fa un annuncio di quel genere proprio da Vespa.Era fatale venirne travolti, raccogliendo come risultato il solito polverone : le bacchettate di Bonanni e l’utilizzo bieco da parte degli esponenti della destra non tanto dei brogli quanto del protocollo sul welfare.Taccio per carità di patria sul conduttore. Non sono una fanatica dei panni sporchi lavati nel segreto,però..le abbiamo ancora le sedi pubbliche per porre le nostre questioni? O ci è rimasta solo la televisione?
    E’ ovvio poi che i telespettatori, poco inclini alle “sottigliezze” fatte da liste di iscritti e documenti d’identità che avrebbero garantito una migliore trasparenza della consultazione,abbiano la sensazione di rissa o di sabotaggio della casa.Insomma mi è sembrata una strategia che ha creato molto finto dibbbbattito senza quella correzione del tiro che invece doveva essere il vero obiettivo della denunzia.

  2. Nalia says:

    Ragionamento pertinente, tuttavia é anche vero che se la volontà é quella di difondere la notizia, il salotto di Vespa é praticamente ormai divenuto l’anticamera del Palazzo. Piaccia o non piaccia, non di rado il politico di turno si é trovato a raggiungere l’elettolare meglio da quelle poltrone (che hanno un’aria scomodissima) che da altre parti. a cosa può deprimerci, a me arriva a fare schifo, ma di fatto é così, e credo che la sorte di un’eventuale “nota interna” di Rizzo sulla possibilità di brogli avrebbe generato le stesse polemiche senza offrirgli lo spazio per la spiegazione che poi nei fatti c’é stata.

    Se, tornando all’articolo di cui sopra, Berselli avesse sottolineato o almeno suggerito che la questione poteva essere risolta “in casa” (e sorvolo sul chiedermi quale casa, visto che ormai i partiti che costituiranno il PD e il PdCI hanno [fortunatmente!] ben poco in comune) l’articolo avrebbe avuto un peso diverso ed anche il mio commento, conseguentemente, lo sarebbe stato.
    Ma così non é stato.
    Berselli non critica la forma, bensì la sostanza, e questo secondo me é un boomerang nei confronti di una persona che si appella “di sinistra”.

  3. Capelli VS Ricko says:

    La verità è che Rizzo se ne è uscito con questa questione mettendo in imbarazzo non solo la sinistra tutta (proprio tutta), il suo segretario (incazzatissimo, te lo garantisco) per primo, ma anche gli appartenenti al suo partito all’ interno dei sindacati. E la cosa più grave è che lo ha fatto perchè quasi sicuramente prossimamente si staccherà dal PdCI per formare con quelli di Sinistra Critica (Turigliatto) l’ ennesimo partito comunista. Oppure è impazzito. Queste sono le due opzioni. Bella merda. Non ne volevo parlare perchè la delusione sul signore è tanta, ma visto che lo hai fatto tu….mettiamo le carte in tavola.

  4. sedlex says:

    Si può o meno essere d’accordo col protocollo ma il fatto che milioni di lavoratori vengano chiamati ad esprimersi,non è cosa di poco conto.Leggiamo nei dati e nel disagio espresso dalle assemblee COMUNQUE abbiano votato,può essere un punto di partenza per rimettere in moto la macchina della democrazia sindacale.Un partito di sinistra non può essere sconfessato dai lavoratori,se ciò accade si deve, a mio modesto avviso, interrogare.Rispetto a questo,brogli e nei mi sembrano,scusate,una gran cazzata.

  5. Nalia says:

    Di questo retroscena non ero al corrente, e devo dire che mi coglie abbastanza di sopresa la notizia di un probabile passaggio di Rizzo all’ala di sinistra estrema insieme a Turigliatto & C. Va da sé che sono politici di sinistra e lo scissionismo ce lo hanno nel DNA, ma Rizzo mi era sembrato scevro da simili malsane idee.

    Per rispondere a Sedlex, sì, é vero, l’occasione di un confronto democratico a cui partecipano i lavoratori non é cosa di poco conto, eppure il risultato ottenuto (per ora fra il 70 e l’80%, oltre l’80% secondo i sindacati) mi perplime piuttosto. Diciamocelo chiaramente, seppure fossi convinto che questo accordo sarebbe passato con una buona maggioranza, una simile percentuale non rispecchia i conflitti sociali e le contestazioni che questo governo ha attraversato finora. Oltre l’80% é un plebiscito, non una maggioranza, roba da Sicilia berlusconiana.
    Questo referendum chiamava in causa direttamente non solo i lavoratori, ma anche i tre sindacati maggiori e il governo stesso.
    Trovarmi davanti a simili percentuali, dopo essermi concesso una sonora pernacchia ai corvacci di centro-destra che predicevano la debàcle, mi spinge a chiedermi se improvvisamente non si sia diventati tutti dei ragionevoli riformisti. Ma una qualsiasi assemblea sindacale sconfessa facilmente una simile idea.
    Per cui al di fuori dai potenziali brogli denunciati da Rizzo (crocifisso anche oggi nell’editoriale di Giannini su “la Repubblica” come artefice di un ‘crimine politico’), valutando gli interessi che erano in gioco, mi faccio due conti.
    E rinnovo comunque il mio appoggio a chi manifesta l’intenzione (PdCI, PRC, SD e Verdi) a chi vede in questo accordo qualcosa da integrare nel senso della lotta al precariato, anche se dal centro stanno arrivando in massa per blindare il testo così com’é. Guarda un po’ che stranezza.

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