La sveglia del cellulare suona alle 7:00.
Un minuto per svegliarmi più altri cinque per capire perché non sento i primi attacchi mattutini del gatto che mi morde gli alluci. Ho dormito da un amico, ed il suo gatto, più feroce e malvagio del mio, é tuttavia entrato nella fase di vecchiaia e da tempo non aggredisce più nessuno, dorme tutto il giorno e medita sulle sue malefatte.
Mi stiro e mi prendo i classici “dieci minuti” per svegliarmi del tutto. Quando riapro gli occhi sono le 8:35 ed io attacco alle 9:00.
Bestemmio, me alzo di scatto e mi precipito in bagno per un contatto veloce ed inutile con un getto d’acqua gelata freddo come la morte.
Agguanto il giornale al volo e corro al lavoro, arrivo appena in tempo, apro la sala di lettura e occupo la sedia di comando assumendo l’espressione “Posso aiutarla, gentile utente”? per cui, fra le altre cose, vengo pagato.
In tutto questo, ovviamente, non ho né fatto colazione né preso un qualcosa che ricordi solo lontanamente del caffé.
Poca utenza, inizio a rilassarmi e a pensare che può andare meglio.
Alle 10.10 mi viene comunicato che devo andare al magazzino presso il Lungotevere a ritirare delle pubblicazioni per la biblioteca.
Uso a obbedir tacendo e tacendo morire corro in portineria e salgo a bordo della macchina di servizio.
L’autista mi comunica gioiosamente che gli hanno fatto due nuovi CD e muore dalla voglia di ascoltarli.
Mi becco prima quindici minuti di Laura Pausini, poi quando riesco ad astrarmi abbastanza da percepire la sua voce come un indistinto rumore di fondo, l’autista esclama “Ma che palle, proviamo l’altro” e parte Gigi D’Alessio.
Sono tentato di grattare sul finestrino come un animale in trappola, poi l’autista si rompe le palle anche di Gigi D’Alessio e accende la radio, dove per una casualità più unica che rara qualche DJ pedofilo-necrofilo ha resuscitato Paola e Chiara (ma non erano state vietate da un’ordinanza parlamentare?)
AMITSI COME PRIMA, MI COSHTA UNA FORTUNA, RIUSCIRE AD AMMETTERE CHEEE...
Riesco anche reggere senza vomitare/urlare la cacofonica strofa con l’accentuazione violentata dalla mancanza lessciale:
E’ STATO SOLO UN GIOCO, UN’ àFFARE DA POCO...
Raggiungiamo il magazzino e restiamo chiusi due ore in mezzo a un hangar umido cercando libri per gente che non é detto si ripresenterà per consultarli.
Riesco a tornare in tempo per il pranzo, vado a fare la spesa al supermercato e:
1) mi hanno finito il pane di grano duro e vorrebbero costringermi a prendere del pane integrale
2) mi faccio venti minuti di coda perché c’é la vecchina che ha rotto il salvadanio e paga solo con monete dai 2 ai 5 centesimi.
Arrivo a pranzo ben pasturato a ferocia e stacco dell’ira per un’ora scarsa.
Al ritorno mi becco la coda della mattina.
Bisogna avvisare gli utenti che i libri sono disponibili e possono venire per consultartli:
Le telfonate:
La prima:
- Buongiorno, é XXX YYY?
Voce di vecchina che sembra provenire da Marte, forse la stessa che colleziona spiccioli per sabotare le code al supermercato
- Chi lo desideraaa?
- E’ la biblioteca, suo figlio ha...
- Io non ho figliii!
- No, dicevo, allora forse suo nipote...
- Mio nipote non c’ééé!
- Può lasciargli detto che...
- Sì!
E attacca.
Il rabbiometro si impenna di cinque punti e metto i libri in questione nella pila “da avvisare”
Altra telefonata:
- Buongiorno, é XXX YYY
- E’, mio figlio, può dire a me.
- Volevamo avvisare suo figlio che i libri che ha richiesto in biblioteca sono disponibili.
- Ve la siete presa comoda, eh? E’ passato un mese!
- Se ben ricorda, dicemmo sicuramente a suo figlio dei problemi di personale...
- Anche io ho problemi di personale, ma garantisco sempre il servizio!
- Ah, beh, se é un collega capirà che...
- No, io ho un alimentari.
- E secondo lei é la stessa cosa?
- Offro sempre un servizio.
- Ma lei vende prodotti alimentari!
- E voi libri! E’ la stessa cosa, o no?
Spiegare al collega del ramo alimentare che noi i libri li diamo in prestito e non rilasciamo scontrini poteva rappresentare una denuncia per frode fiscale, quindi ho tagliato corto.
Il rabbiometro raggiunge il culmine.
Mi siedo alla mia postazione e provo a catalogare delle monografie.
Suona il telefono. Rispondo e attaccano.
Così per tre volte.
Alla quarta ho lasciato la mano sul ricevitore e sollevo la cornetta prontamente.
- Pronto?
- Ancora lei? Ma guardi che é un controllo di linea, non deve rispondere, stiamo verificando se tutto é a posto!
- Ah, capisco, mi dispiace, avevo l’interruttore della premonizione spento.
E attacco.
Manca mezz’ora all’uscita, ma c’é tempo ancora per qualcosa.
Ci sono giornate che cominciano così e dopo un’ora ti dicono apertamente che possono solamente peggiorare.
In questi casi, alla decima incursione della sfiga e dell’assurdo, é opportuno sedersi e aspettare che passi...
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Sono l'assistente ritardatario, ognorfumante e sb
Allora perchè non ci vai tu a farci veder
Allora, sono una fan sfegatata di Meryl Stre
da newyorkers