Friday, October 20, 2006

Il diavolo veste Prada, ma diverte comunque

Mi é stato presentato da un’amica disinformata come “un film sulla moda”. Ovviamente la mia prima reazione é stata una risata.

“Cosa c’entro io con un film del genere, visto che il mio armadio per varietà dei contenuti ricorda quello di Paperino?” le ho risposto, immaginando un documentario di sfilate e di stilisti incartapecoriti intervistati.

Poi, leggendo la trama, ho capito che il tema della moda era solo la cornice del film. E mi sono convinto.

Il diavolo veste Prada di David Frankel, regista a me finora completamente sconosciuto, é una divertente commedia di quasi due ore che passeranno via come acqua fresca.

Tratto dal libro omonimo di Lauren Weisberger che afferma di essersi ispirata alla sua esperienza di assistente di Anna Wintour, direttrice di Vogue America, il film ci regala una cinica e insopportabile Meryl Streep nei panni del boss della sua giovane assistente Andrea, interpretata da Anne Hataway, reduce dalla buona prestazione ne I segreti di Brokeback Mountain.

Il film non vuole assolutamente essere un documentario e non si concede mai alla facile lusinga del videoclip, pratica piuttosto comune nei film dove si parla di moda e modelle, ma mantiene dall’inizio alla fine il suo carattere di commedia.

Inizialmente si é portati a godere del ridicolo di quel microcosmo rappresentato dalla rivista Runaway in cui la tirannica Meryl Streep é capace di provocare scene di panico collettivo solo comunicando il suo imminente arrivo in sede, almeno fino a quando il personaggio principale di Andra, nell’ennesima crisi provocatale dal suo capo, decide di passare dall’altra parte della barricata e di adeguarsi agli standard estetici del luogo in cui lavoro, sfoggiando vestiti di Valentino e borse di Gucci, guidata in questa sua metamorfosi da uno stereotipato intenditore effeminato interpretato da Stanley Tucci.

La banalità della trama (sì, va a finire esattamente come state immaginando) viene compensata da una regia molto scorrevole e divertente, soprattutto se vi fissate nel confrontare la bellezza naturale di Anne Hataway con quella artificiale delle sue colleghe di lavoro.

Qualche luogo comune di troppo, forse, come l’immancabile fidanzato simil-fricchettone che non approva la mutazione della sua compagna o lo spaccato di vita domestica di Meryl Streep, ma anche su questo si può soprassedere.

Del resto, é un film che non vuole dar da pensare quanto intrattenere facendoci sorridere, con il finale favoletta.

Girare commedie semplici senza incappare in una sequela di banalità che ne compromettano la godibilità non é sempre facile, al giorno d’oggi. A David Frankel va comunque riconosciuto il merito di esservi riuscito, probabilmente essendo partito alla base da un buon libro, che mi sono riproposto di leggere.

Se avete voglia di rilassarvi e sorridere per un paio d’ore, é il film adatto.

Posted by at 15:10:51
Comments

10 Responses to “Il diavolo veste Prada, ma diverte comunque”

  1. Ziki says:

    Nalia, sai che spesso apprezzo le tue recensioni di libri/film/fumetti. Ho apprezzato anche questa anche se purtoppo non ho visto il film. Appena l’avrò visto ti saprò dire. In ogni caso su LOST avevi ragione (ho visto solo la prima puntata ma mi sembrato è una gran figata).

    Infine ci tengo a precisare che, al contrario di Capelli, approvo e consiglio a tutti l’uso del termine “Fricchettone”, così come quello di altri termini desueti come “Torpedone”, “Laterizio” e “Collaborazionista”.

  2. capelli says:

    Ma daaaaaai, adesso vuoi mettere Torpedone , Laterizio e Collaborazionista con Fricchettone. VERGOGNA!!!!!!!Sei da querela…..

  3. STEFANO M says:

    un salutino innanzitutto
    ti ho trovato sul blog di un comune amico (cronachetc..) e mi son permesso di passre a curiosare
    bel blog, complimenti
    spero che si possa diventare blogamici
    se non ti piace la comunicazione politica ti invito sul mio personale
    http://www. stefanomassa . splinder . com (scritat antispam…
    ps sabato ho avutpo divergenze di idde su il diavolo veste prada
    ciao stefc

  4. Ziki says:

    Visto, caruccetto, simpaticuccio.
    Meryl è brava come sempre, anche in questa parte del cacchio.
    Buono per passare una serata.

  5. *SweetDawn* says:

    L’ho visto al cinema la settimana scorsa e l’ho trovato “adorabile”.
    Sarà che vado pazza per le commedie … ma questa era proprio carina!
    La rivista era ovvio facesse il verso a Vogue…e infatti mi ricordava molto gli episodi di Sex and the City ambientati nella redazione di Vogue.
    Secondo me il finale era un po’ ipocrita, io l’avrei fatto finire in modo diverso…!
    ciao

  6. capelli says:

    Stanley Tucci è assolutamente un genio e la protagonista è tutto tranne che una bellezza naturale (notare bocca), anche in maglioncino e gonna della nonna…sembra Liv Tayler dopo l’ anoressia….cmq molto divertente (se Meryl fosse un po’ meno Crudelia lo sarebbe anche di più…).

  7. Melquiades says:

    Approvo in pieno il Capelli nel dire che Maryl Streep (sempre bella donna di classe, per carità!) non si è inventata proprio nulla, copia di Crudelia (sia pur voluta, ma senza alcuna innovazione)…La protagonista una vera sciaquettina poco approppiata sia nelle vesti “infeltrite” che con vestiti “superfine”…persino nella scena del ristorante viene additata e derisa :))…la storia trita e ritrita ricorda un intreccio tra “cenerentola”, “la bella addormentata” e forse “pinocchio”…
    Primo tempo mi ha fatto “meditare” (per fortuna che non ho russato)…
    Il secondo tempo fortunamente ho avuto un eccelso compagno con cui sbeffeggiare quasi ogni fotogramma…

    Consiglio per la visione: non andate a vederlo senza Zi”gg”y…
    Adieu

  8. Melquiades says:

    Aqua????
    :)

  9. Anonymous says:

    Ciau!!!
    Allora, sono una fan sfegatata di Meryl Streep e sono al limite del comico quando leggo che Meryl ha voluto copiare Crudelia (interpretata da Glenn Close, attrice bravissima) visto che alla fine si capisce che Miranda ha un cuore visto quello che dice su Andrea mentre Crudelia è spietata fino alla fine con i cagniolini!!!
    comunque nessuno ha mai detto che Meryl si sia inventata la parte visto che lo richiedeva il copione di essere cosi… Secondo me, e secondo molti critici, Meryl ha interpretato in modo eccellente la sua parte dando un senzo alla commedia, visto che chiunque altra attrice avrebbe fatto una parte senza sapore, essendo una catastrofe e rendendo il film una cavolata!!!
    Comunque sono contenta dell’interpretazione di Meryl e sono sicura che anche quella del nuovo film “Mamma Mia!” sarà impeccabile come questa!!!!

    ricordate: W MERYL STREEP & GLENN CLOSE, LE UNICHE DUE ATTRICI RIMASTE CAPACI DI FARE IL LORO LAVORO!!!!! By Noe La Polpetta (ragazzina di 14 anni che è riuscita a dare 1 lezione a chi offendeva un’attrice impeccabile!!!)

  10. Anonymous says:

    Ma bravo!!!
    Allora perchè non ci vai tu a farci vedere come sei bravo a recitare?!!! Dal tono con cui hai scritto il messaggio sembra che ci capisci qualcosa!!! ma tranquillo, poi si capisce che non ci capisci niente da quello che scrivi!!! Poverino, hai rischiato di russare?! certo che dovevi avere un sonno pesante per riuscire a dormire con un film del genere!!! pensa che io l’ho visto una ventina di volte e non mi sono ancora stancata…!!! Ascolta, se un film del genere ti ha fatto quasi addormantare, vuol dire che ormai gli anni si stanno facendo sentire…
    Adesso non mi va piu di commentare un commento del genere… Noe La Polpetta (sempre quella che riesce a dare una lezione a chi fa finta di saper qualcosa di film, ma che invece non sa niente…)

Leave a Reply