Come dio comanda, il ritorno di Ammaniti
Ogni volta che mi capita di affrontare un viaggio in treno, non posso fare a meno di farmi un giro nella libreria Borri di Termini. Ho un conto in sospeso con quella libreria, un curriculum rifiutato anni fa dal Sig. Borri in persona, ergo non gli farò pubblicità. Anzi, se cercate un libro che non sia commerciale, andate subito da un’altra parte. Ma la posizione strategica mi frega sempre, ed in genere compro sempre qualcosa.
Qualche tempo fa é stata la volta di Come dio comanda, di Niccolo Ammaniti.
Di Ammaniti ho letto quasi tutto, dai romanzi ai racconti. Ultimamente si era dedicato a questi, pubblicandone sulle raccolte Crimini e collaborando al romanzo a più mani Il mio nome é nessuno.
Aspettavo con ansia un suo nuovo romanzo, e con una certa sorpresa me lo sono trovato davanti nella libreria Borri artigliandolo con quella tipica frenesia dei bambini che non sanno aspettare.
Dopo la pubblicazione di Io non ho paura non ero sicuro di cosa mi sarei potuto aspettare. Mi ero goduto sia l’antologia Fango e ancora di più Ti prendo e ti porto via, apprezzandone lo stile pulp e quella comicità che più di una volta sconfinava nel tragico e provocava allo stesso tempo risate e brividi, ma ancora di più mi ero innamorato del romanzo successivo, da cui tra l’altro é stato tratto quello che a parer mio é il miglior film di Gabriele Salvatores.
Mi ponevo dunque il quesito se io non ha paura fosse l’inizio di un nuovo percorso dello scrittore od un meraviglioso e felicissimo unicum.
Mi é bastata la lettura di poche pagine per rispondermi, così come basterà a tutti quelli che hanno letto Ammaniti. Come dio comanda é un ritorno allo stile di Ti prendo e ti porto via, un po’ più maturo e cattivo nelle descrizioni e, conseguentemente, un po’ meno divertente.
La prima sensazione é stata una sottile ed inconfessata delusione. Inconfessata, perché a me lo stile di Ammaniti piace comunque, che sia quello dei suoi primi romanzi o quello di Io non ho paura, ma mi sono reso conto che speravo avesse attinto più dal secondo che dai primi.
Anche se il romanzo riprende l’impostazione che ritrae un interno familiare violento e “problematico”, la mancanza della figura materna (presente invece anche se marginalmente in Ti prendo e ti porto via e Io non ho paura) riduce il rapporto ad un binomio padre/figlio dettato dalla violenza quotidiana, concepita anche come mezzo per la comunicazione dell’affetto.
Come dio comanda, non appassiona quanto gli altri lavori dell’autore. L’handicap principale é forse una sorta di senso dell’inevitabile che connatura la narrazione, dando al lettore il modo di esercitare una sorta di preveggenza su ciò che deve ancora accadere. Handicap che non viene compensato dalla fervida inventiva di Ammaniti, che ancora una volta intreccia a doppio filo le vite dei suoi personaggi, lasciando che sia il caso stesso a manipolare i loro destini.
Anche in questo caso l’autore concede parte della narrazione all’onirico ed alle fantasie dei protagonisti, ma é forse l’aspetto meno innovativo del suo stile, in quanto riscontrabile in grandissima parte della narrativa contemporanea.
L’elemento pulp, più presente che mai, é godibile, anche se in questa affermazione c’é molto di personale, in quanto appassionato del genere sia televisivo che letterario. Ad alcuni potrebbe non piacere, oppure, nell’abbondanza di pulp cinematografico e televisivo degli ultimi tempi, potrebbe risultare scontato.
Nulla di nuovo rispetto all’Ammaniti che già conosciamo, insomma. Solo un altro buon romanzo.
Ah… come mi piace leggere, e come mi piacerebbe tornare a leggere. Ma ho così tante di quelle cose da leggere per studio, e rileggere, e leggere ancora… che aprire un libro per diletto proprio non mi viene spontaneo da un po’ di tempo a questa parte.
Ammaniti mi piace molto, lessi il libro dopo aver visto il film, lasciandomi contagiare dalla moda… e mi piacque parecchio. Non ho letto più niente, ma…forse un giorno rimedierò.
Ciao =)
(Finalmente oggi ho avuto un po’ di tempo per guardare il tuo blog, è carino, mi piace)
ero scettico sul nuovo di ammaniti ?
troppi anni di silenzio…
e invece il suo ultimo libro non mi ha deluso. Anzi.
Hai ragione: ricorda “ti prendo e ti porto via” ma
in maniera + cattiva.
io penso sia un altro capovaloro del nostro…
Il booktrailer del libro di Ammaniti è visibile al seguente indirizzo: http://www.book-trailers.eu/come_Dio_comanda.wmv
Non ascoltate nessuno… e fatevi trasportare da un sognatore contemporaneo
Auro