Il Sig. Amleto, un eroe moderno
Oggi su Repubblica troverete un articolo a dir poco surreale.
A pagina 9 Alberto Statera intervista un commerciante in vena di rivelazioni, uno di quegli eroi di cui s’é persa anche la memoria. Il commerciante Amleto, proprietario di un bar tabacchi nel quartiere Prati di Roma, ci illustra il perché egli ritenga giusto dichiarare solo la metà del suo guadagno.
Fra i toni arroganti e ingiusti di Statera e la legittima rabbia di questo gentiluomo, vediamo di evidenziare i tratti più importanti di questo testamento di eroicità.
Amleto: Facciamo a cambio, io le do il bar-tabacchi e lei mi dà un lavoro dipendente dove si lavora poco, si viene qui a prendere il cappuccino come fanno i dipendenti dei tribunali e alle cinque di sera, se non prima, si stacca e si va a casa o si fa un doppio o triplo lavoro in nero [...] O ancora meglio se mi dà il lavoro di qualche cazzone maschio o femmina della Rai che porta a casa milioni di euro per raccontarci frescacce (arriverà una querela da parte di Vespa?, nda). Dai notai del quartiere c’é una fila per le donazioni che non si vedeva da anni.
Quel cuore di pietra di Statera qui s’é addirittura preso gioco della giusta indignazione del Sig. Amleto con un laconico “Belle, le leggende metropolitane”. Statera, vergognati!
Fno ad ora il Sig. Amleto si mantiene sul generico, lamentando con eleganza la sua condizione di lavoratore disagiato in un mondo di furboni. Andiamo avanti.
Statera: Ci dica quanto paga di tasse.
Amleto: Il mio reddito lordo dichiarato é di 51 mila euro l’anno. Pagate le tasse, ne restano circa 32000, 2500 euro al mese o poco più.
Statera: Abbia pazienza, signor Amleto, ma lei non guadagna 50.000 euro. Quanti ne guadagna?
Amleto: Centomila.
Statera: Capperi. Dichiara la metà!
Sig. Amleto: Sì, ma quanto dichiarano ufficialmente i miei colleghi baristi secondo i dati di Visco? 15.852 euro, come dire che vivono sotto i ponti del Tevere col materasso ammuffito, perché al netto fa meno di mille euro al mese. Le pare che io possa essere il barista più ricco di Roma? Le pare che questo sia un posto dove valgono le regole della concorrenza? Se non paga tutto nessuno perché dovrei farlo io.
E a ragione? E’ forse un imbecille, il Sig. Amleto? No che non lo é? Dunque, perché dovrebbe?
Statera: Ma sa che se la scoprono con la nuova Finanziaria le possono chiudere il bar?
Sig. Amleto: Lo so e mi convinco sempre più che viviamo in uno stato sovietico. Non mi piace proprio, nonostante io abbia sempre votato a sinistra.
Naturalmente. Il Sig. Amleto é preoccupato dello Stato Sovietico, dell’eventualità che gli venga tolto il suo bar del quale egli denuncia solo metà guadagno in favore di qualche bolscevico snaturato e sanguinario che invece denuncia il guadagno intero. Come non capirlo e condividerne l’indignazione?
Statera: Se lo stato sovietico le mettesse un agente della Guardia di Finanza davanti al bar?
Sig. Amleto: Ma che mi porta jella? Per favore, nun scherzamo! La Guarda di Finanza m’ha già fatto un’ispezione. Una tragedia. Ma sa come vanno queste cose?
Statera: No, per mia fortuna non lo so.
Sig. Amleto: Beh, io ho dovuto spendere 15 mila euro di avvocato per difendermi dalle contestazioni, anche se avrei avuto metodi meno costosi, più semplici, come fanno tanti altri, quelli che dichiarano 15.000 euro.
Povero, povero Sig. Amleto. Piange i soldi che ha speso per perseguire nell’illegalità guadagnandone più del doppio. E rivendica anche di essersi mosso in maniera legale, ricorrendo ad un avvocato e non a qualche sotterfugio non meglio specificato cui ricorrono i suoi criminosi colleghi. Lodevole prova di senso civico!
Statera: Ricapitoliamo i fatti, pur con beneficio d’inventario, visto che di ciò che lei dice non ho prove: lei guadagna centomila euro, ne denuncia cinquantamila, per cui di fatto ha un guadagno netto di circa ottantamila euro, cinquantamila puliti di tasse per evasione e trentamila dopo le tasse. Fanno all’ingrosso un reddito netto di seimilacinquecento euro al mese. Lei si sente davvero povero?
Sig. Amleto: Ci viviamo in quattro. Secondo lei sono ricco?
Ah, ecco perché. Il Sig. Amleto é uno di quegli eroi da romanzo, che compie il crimine perché la sua famiglia possa sopravvivere. Un benefattore, insomma. Ci scusi, Sig. Amleto, non avevamo capito.
Statera: Basta, signor Amleto, non sarà lei un pazzo irresponsabile, che evade sulla metà del suo reddito e pensa pure di avere ragione?
Sig. Amleto: Eh no, caro signore, io ho sessant’anni andrò in pensione con 700 euro al mese, se starò male dovrò pagarmi le cure, se non avrò messo via qualcosa morirò in una casa di riposo per poveri, se mi prenderanno. Quelli per cui ho votato mi avevano promesso che questa volta avrebbero preso i proprietari di yacht (lo so che non é uno yacht ma una barca a vela, ma non potrebbero cominciare da D’Alema? Nda) e che si prendono milioni di stock option – come si chiamano? – per gestire aziende decotte come le Ferrovie o l’Alitalia.
Ancora, proviamo pena per il Sig. Amleto. Gli avevano detto lo avrebbero capito, che avrebbero chiuso un occhio sugli uomini costretti ad agire contro la legge perché la loro famiglia sopravviva. Manco un riconoscimento, che so, una medaglietta, un’esenzione totale. Questo farabutti lo tassano!
Ma il Sig. Amleto é stanco e deluso, e ormai ha capito:
Sig. Amleto: La prossima volta sto a casa, Né Tremonti, né Visco.
Bravo, Signor Amleto, bravo! Non si fidi di questi politicanti succhiasoldi! Destra e sinistra sono la stessa cosa, rossi e neri si assomigliano e non esistono più le mezze stagioni! E iniziamo a dire le cose come stanno, perbacco!
***
Ragazzi, io leggo e rileggo questa pagina, e non mi fa per nulla bene.
Roma é una città in cui sui commercianti se ne raccontano tantissime (ma credo che sia un trend nazionale), al punto che spesso mi viene da pensare che vadano ascritte a quelle leggende urbane di cui parla Statera.
Non siamo verginelle, però, lo sappiamo che buona parte dei commercianti dichiara il falso. Ma da qui al sentirsene legittimati, affrontando un’intervista sul tema, ce ne passa.
Questo folle (perché non esiste un altro termine per definirlo) ripete ancora ed ancora che lui é di sinistra. Io non so davvero a quale sinistra però si riferisca. Forse al PSI dei bei tempi, con Craxi a capotavola e i commensali intorno. Quello che é certo é che il Sig. Amleto ha perfettamente imparato la lezione berlusconiana, e l’ha elevata a stile di vita.
Non sai se stringergli la mano per la sincerità o sputargli in faccia per la medesima.
Suggerirei ai finanzieri di percorrere avanti e indietro l’intero quartiere Prati, occhi aperti su un bar tabacchi di due vetrine gestito da un sessantenne che la mattina si fa aiutare dal figlio e da una ragazza part-time e il pomeriggio dalla moglie. Altro non so dire.
Oltre tutto non mi pare nemmeno possibile che prenda solo 100.000 euri…ma comunque, non conta poi molto a questo fine!
Sabato propongo di farci una passeggiata in zona Prati per andare a prenderci un bel caffè “nero”…tocca conoscerlo!!!
Altro che V.I.P. e Cappelle Sistine…ecco cosa ci offre Roma…che facciamo andiamo??? Eh?!eh?eh!?!eh?
Landrini scrivi un altro articolo puttana eva!
Eddai, non dirmi che non c’hai tempo perchè è quasi un mese che stai a spasso.
Infatto ho ripreso a lavorare da ieri. E semmai apriti un blog invece di commissionare articoli fricchettoni sugli usi terapeutici della maria, picchione!
Quello lo ha scritto Orso, puppappero
E me ne vanto, puppappero
E poi basta co’ sta parola “fricchettone”: non va più di moda dagli anni ottanta!!!!!!
capelli, lo saprai tu che negli ‘80 stavi chiuso in casa a leggere Radici mentre il jet-set scendeva al fiume a prendere il sole sulle paratoie.
Make a life, dude
…Si, e faceva il bagno nell’ acqua in compagnia degli stronzi di Pierpaolo. CHE UOMINI!!!!!