Tre anni a David Irving per aver negato l’Olocausto
Ora, questa storia di Irving e della negazione dell’Olocausto non é assolutamente qualcosa di nuovo, ma risale a diversi anni fa, quando lo storico inglese affermava che le camere a gas erano state costruite dopo la guerra e che il numero di ebrei morti nei campi di concentramento era di molto inferiore ai sei milioni.
Non ho mai letto l’opera di Irving e non posso quindi esprimere un giudizio sulla sua analisi storica né sulle fonti attraverso le quali egli ha raggiunto quelle conclusioni.
Mi preme, in questo luogo, focalizzare l’attenzione sul particolare del suo arresto.
Da quanto risulta dall’accusa, Irving di per sé non ha fatto altro che esporre una propria teoria storica, così come io potrei condurre una ricerca personale per arrivare a negare l’esistenza dell’Arcipelago Gulag. E’ incappato però nella legge austriaca, che prevede una simile azione rientrante nel reato di apologia nazismo (definizione che, sulla base di quel che ho saputo delle sue opere, non direi conseguenziale all’affermare che l’Olocausto non c’é stato) ed é stato quindi arrestato e condannato a tre anni di reclusione.
Le parole “reato d’opinione” iniziano a formarmisi nella testa, cautamente trattenute dall’ignoranza delle opere dell’autore, ignoranza a cui ho deciso di rimediare anche perché consapevole che dopo una simile pubblicità le troverò in vendita anche dal lattaio.
Poi mi sono soffermato su un pezzo di Miriam Mafai, sempre sull’argomento. Ve ne allego una parte, giacché non lo trovo sulla versione on-line:
[...] La legge austriaca applicata ieri dal Tribunale di Vienna a David Irving fa riferimento infatti anche a un pericolo, quello della “riattivazione della politica nazionalsocialista” come possibile conseguenza dell’affermarsi e del diffondersi, specie tra i più giovani, delle “tesi negazioniste”. Il pericolo é presente in Germania, dove si fanno diffondendo, recentemente, con la negazione dell’Olocausto, aggressioni e violenze di tipo nazista nei confronti degli immigrati e, tra i giovani, il consumo di musiche e bande che si definiscono “nazirock” incoraggiate dalla NPD, un partito dell’ultradestra. Il pericolo é presente anche in Austria, non solo per il successo, sia pure recentemente ridimensionato, dei populisti alla Haider (che ha sempre minimizzato i crimini nazisti) ma anche per la presenza di una rete di ex-criminali nazisti, mai pentiti e mai incriminati, che godono do oscuri sostegni e complicità. [...]
Fermo restando che giacché ci siamo é lecito chiedersi come mai gli austriaci, che a quanto sembra hanno una legislazione talmente rigida sull’argomento, abbiano concesso la carriera politica ad un Haider, non mi sembra giusto mettere in relazione gli scritti di uno storico (sulla cui validità e obbiettività, tenete a mente, mi concedo il beneficio del dubbio per le ragioni che vi ho già esposto) con il movimento neonazista, in quanto ne risulterebbe un pericoloso precedente.
Avesse Irving manifestato apertamente la sua predilezione per il nazionalsocialismo hitleriano, il discorso sarebbe diverso. Ma così le cose non mi tornano.
Dal canto suo Irving ha ritrattato tutte le sue affermazioni pubblicate. Sempre dal primo link che vi ho fornito:
[...] In realtà già lo scorso dicembre lo storico autodidatta aveva ammesso di essersi sbagliato e di aver trovato, in documenti conservati in archivi a Mosca e Londra, le prove dello sterminio degli ebrei durante il nazismo. [...]
Ceto questa ritrattazione (che comunque pare risalga a dicembre scorso) suona un po’ strana, come é strano scrivere dell’Olocausto tralasciando le prove che ne affermano l’esistenza e che, visto il tema trattato, dubito fossero di difficile accesso per uno storico che stesse conducendo una ricerca.
Il suo é stato definito dalla Corte un “pentimento tardivo”, dove nella parole pentimento ci si riferisce implicitamente alla sussistenza del reato, cosa che sulla base di quanto ho letto ho già scritto che non mi convince a pieno.
Che ne pensate? Magari qualcuno ha anche letto i testi di Irving e sa contribuire in maniera migliore alla questione?
Si puo’ limitare la libertà di parola di un uomo?assolutamente no!ma irving non è un uomo qualunque ,è uno storico(o viene considerato tale,fate voi…),quindi deve assumersi la responsabilità penale e morale di tutto quello che ha presentato con crismi di storicità.Il suo pensiero è stato espresso in libertà ,ha avuto grande risonanza e l’ha reso famoso (famigerato…)ai più,ma è soggetto,come e più di quello degli altri,alla veridicità della storia.Uno storico non può mentire;facendolo si rende immorale.Se lo fa su un argomento come l’olocausto commette reato e viene giustamente punito…
che uno storico non possa mentire è una affermazione davvero divertente.grazie signor capelli,mi ha fatto proprio divertire!! gli storici per definizione hanno spesso mentito.dunque lo storico è secondo me un uomo come un altro e come tale puo’ mentire o sbagliare e non puo’ e non deve essere giudicato.Altrimenti cosa dovremmo dire e fare ai politici italiani in campagna elettorale? questa storia di Irving è semplicemente scandalosa.Altro che nazismo.se non è nazismo questo… Saluti
silvestri eugenio,
Ma davvero? Gli uomini possono mentire? E magari possono pure uccidere? Ma veramente? Ma quindi non siamo tutti angeli? E Babbo Natale non esiste? MA CHE CAZZO HAI CAPITO? SE UNO FA QUALCOSA DI SBAGLIATO PAGA COME DA NORMA, CHE CAZZO C’ ENTRA CHE LO FANNO TUTTI? MA CHI SEI, IL GRANDE PUFFO? Che Mimmo Muollo ti perdoni….e io che perdo pure tempo a rispondere, so proprio deficiente…..
“Vivi sempre insieme ai tuoi capelli” che evidentemente non ti consentono di pensare come un uomo normale… Quel che vorrei dire è che se non si consente ad una persona di dire quello che pensa(che quello che dica sia vero o no non spetta a noi giudicarlo nella questione in merito),sia pure esso uno storico,marchiamo veramente male,alle soglie di un nuovo nazismo che punisce anche le idee.. Salutissimi Ivan
Se marchi male vai a fare un po’ di tattica di base a Coverciano. Se poi vuoi anche approfondire altre cose in modo da evitare in futuro di citare Niccolò Fabi ti consiglio altri tipi di scuola….salutissimi Capelli
P.S.: poi un giorno io e l’ autore del blog ci spiegheremo come caspio ci sia arrivato il signor Ivan a postare su un articolo di 1 anno e 9 mesi fa….
Noi conosciamo bene la storia perche’ ci e’ stata “attentamente” insegnata…Nessuno si puo’ permettere di sconvolgere la nostra conoscienza della storia; questo e’ il nostro “matrix”;non abbiamo bisogno di verificare quello che ci e’ stato “insegnato”.A noi va bene cosi’…nessuno dovrebbe dubitare…Ecco perche’ la liberta’ di parola non esiste per certi argomenti. Oggi chi non crede alle “versioni ufficiali” e’ sicuramente un rivoluzionario…Vedi 11/settembre…
Credo una cosa: se una persona mente, cerchera’ in ogni modo di evitare qualsiasi confronto aperto ed onesto, non rispondera’ a nessuna domanda specifica(a cui non ha risposte) e taccera’ di “blasfemia” ed “eresia” chi gli rivolge le domande in cerca della verita’. Purtroppo questo atteggiamento non e’quello di David Irving ma quello degli storici accademici omologati alla versione ufficiale. David Irving era riconosciuto a livello internazionale come un serio ricercatore fino a quando ha toccato questo argomento. Poi e’ stato ridicolizzato e criminalizzato. E’ stato forse ingenuo nel credere che dopo tanti anni dalla guerra,si potesse guardare indietro con obbiettivita’ e determinare come siano andate effettivamente le cose. Siamo spesso convinti che non ci venga detto come stanno veramente le cose riguardo a tanti argomenti.Quando qualcuno ci prova lo ascoltiamo e poi decidiamo se la sua versione ci pare verosimile o no. Su questo argomento(olocausto) non dovremmo stare a sentire e poi giudicare? Assolutamente no! Anzi,i suoi libri vengono ritirati dalla vendita cosicche’ neanche per sbaglio qualcuno possa valutare criticamente le sue tesi.
io sinceramente sono convinto che l’olocausto sia la più grossa balla mai propinataci. non ho letto irving. ho letto Carlo MATTOGNO, e fourrison. forse mattgno è il più documentato e minuzioso. pare che fino ad ora nessun sostenitore dello sterminio si sia preso la briga di accettare il suo invito al confronto… chissa perchè…??!!
comunque leggendo attentamente i libri, ma anche il regolamento del processo di norimberga, e le discordanze assurde tra le svariate versione, mi sono convinto in tutta sincerità che è tutta una gran bufala. non sto io a spiegarvi le motivazioni, non ne ho la basi. leggete su internte qualcosa su CARLO MATTOGNO